Workshop sull’autostima di Rick Lavoie

AUTOSTIMA
Il sunto di tutta questa serie è principalmente la nostra abilità di lavorare al meglio e con più efficacia con i bambini.
Ogni volta che qualcuno partecipa ad un workshop come questo, in un qualche momento nel corso del workshop lo speaker dice “Dovete lavorare sull’autostima dei bambini”.

Come si fa?
Come si costruisce l’autostima dei bambini?

La vita mi ha offerto un’analogia che rende l’idea. Per costruire l’autostima dei bambini, vi chiedo di pensare all’autostima come alle fiches del poker.
Se avete una buona autostima, avete molte fiches. Se ne avete poca, avete poche fiches. Semplicemente questo.

Parliamo di due bambini che vanno a scuola dove va vostro figlio.
Un bambino si chiama Joe Cool, Joe cool ha tonnellate di fiches.

Come ha fatto ad ottenere tutte quelle fiches?

Quando accadono cose positive, quando ti accadono cose positive ottieni delle fiches.
Il capitano della squadra di football ottiene 10 mila fiches. Essere eletto re alla gara di ballo, sono 15 mila fiches. Avere una foto su un giornale mentre si fa una meta, sono 12 mila fiches. Questo bambino ha milioni di fiches, ha avuto una bella vita, Dio lo benedica, si sente bene con se stesso.

Le fiches si perdono quando capitano esperienze negative.
Joe Cool va al ballo con la ragazza più carina della scuola, 20 mila fiches. Durante la serata gli spunta un brufolo sulla punta del naso e perde 3 mila fichess, ma ne ha ancora 17 mila. Questo ragazzo va a scuola ogni giorno con le tasche e lo zaino pieni di fiches.

Seduto di fianco a lui c’è Larry, un bambino con disturbo specifico di apprendimento, Larry ha un pacchettino di fiches. Questo è tutto ciò che ha. Non è mai stato capitano di nulla. Non è mai andato al ballo, né stato in una squadra, mai avuto un 100 in un esame. … Ha una pila di fiches come questa. Ora, con la riforma inclusiva, questi due bambini vanno nella stessa scuola insieme e competono tra di loro nei giochi scolastici.
Devo dire che questo non è giusto. Questo non è giusto.

C’è qualcuno che gioca a poker qui?
Signore, può raggiungermi sul palco? Supponiamo che io le chieda se vuole giocare a poker e che questa è la sfida: lei ha queste fiches, io avrò tutte le fiches dell’emisfero occidentale, praticamente 10 milioni di fiches. Voglio giocare a poker contro di lei. Quale sarebbe la sua prima risposta? Vorrebbe giocare?
“non penso”
La prima risposta sarebbe “io non voglio giocare”.
Cosa pensate che stia dicendo un bambino con DSA quando dice “mamma non voglio andare a scuola oggi”? “non mandarmi, ho lo stomaco sottosopra, ti prego non farmi andare a scuola oggi”.
Vi sta dicendo “non ho sufficienti fiches per giocare, non voglio giocare, non farmi giocare a questo gioco”.
Ma noi gli diciamo “Devi giocare, devi andare a scuola”.

Dico lo stesso a te Chris “Devi giocare a poker con me, tu hai poche fiches e io ne ho un’enormità”. Come giocheresti, in modo imprudente o prudente?

[Chris] “Probabilmente imprudentemente”

“Probabilmente imprudentemente”. Lui è uno di quelli che direbbe “Scommetto tutto, non m’importa”. Questo è uno dei bambini con DSA che dice “Certo posso camminare sul bordo di quel palazzo” “Certo che posso provare la droga” “Certo che posso far parte di una banda di criminali” “certo posso fare questo”.
In altre parole “Posso fare spontaneamente qualunque cosa, posso scommettere ogni cosa, non mi importa”.

Qualcuno di voi giocherebbe prudentemente?
Sì qualcuno dice che giocherebbe prudentemente puntando una fiches alla volta. Questo è quello che i bambini con DSA dicono quando dicono:
“Non voglio invitare nessuno al ballo, non chiedermi di farlo mamma”
“Non voglio portare nulla all’esibizione di scienze”
“Non voglio andare alla scuola estiva”
“Voglio tenermi le fiches che ho, tenermi stretto a loro e non lasciarle andare”.

A scuola mettiamo questi due bambini a giocare al gioco della scuola uno contro l’altro. Voglio dirvi che questo non è giusto.

Così in classe un giorno l’insegnante chiede “Chi fu il presidente durante la guerra civile?” e Joe Cool pensa “Credo che fosse Calvin Coolidge, ma non ne sono sicuro, ma che importa ho 10 milioni di fiches. Se sbaglio mi costa solo 5 fiches.” Alza la mano e dice “Era Calvin Coolidge?” e il maestro “No”

Larry, il bambino con DSA, sta seduto guardando le sue poche fiches, ha solo 25 fiches e pensa “Credo che la risposta sia Abramo Lincoln, credo che fosse Abramo Lincoln ma non voglio rischiare perchè ho un altro gioco da giocare a pranzo. Ieri a pranzo diedi alla signora del pranzo, quella con i capelli rossi e il tatuaggio, un biglietto da 20 e lei mi diede il resto per una da 10. Mio padre a casa mi disse – non tornare a casa senza gli altri 10 dollari. Vai dalla signora e dille che ti ha dato il resto per un biglietto da 10. -” E Larry pensa “Mi costerà 25 fiches andare da quella signora a chiederle il resto. Quindi non voglio rischiare in questo gioco, perché se perdo le fiches, non posso usarle a mezzogiorno”. L’insegnante dice “La risposta giusta è Abramo Lincoln” e Larry “Dovevo dirlo”.

La realtà è che l’autostima dei nostri bambini, il problema dell’autostima dei nostri bambini è che non hanno abbastanza fiches.

La soluzione è dar loro le fiches.

Come dare loro le fiches? Come costruire la loro autostima?
Primo: dovete trovare (siete i loro genitori, i loro insegnanti) l’isola, quella che Bob Brooks chiama „L’isola di competenza“, trovata la cosa che quel bambino sa fare bene e fatene una cosa molto importante. Celebrate questa abilità. Se siete una mamma e la cosa che vostro figlio sa fare è usare un avvitatore Philips, ogni giovedì prima che scenda dall’auotbus, voi allentate ogni vite di casa. E quando lui scende dal bus gli date l’avvitatore e gli dite „Nessuno lo fa meglio di te“.
Dovete essere un talent scout, dovete trovare le cose che sanno fare meglio. Perché ogni volta che gli dite „hai fatto un ottimo lavoro“ gli date delle fiches.

Essere genitori è molto semplice.

Essere insegnanti è molto semplice.

Il vostro lavoro è accertarvi che ogni bambino con cui avete a che fare, abbia più fiches quando va a letto la sera di quelle che aveva al mattino.

Tutto qui! È molto semplice!

Come essere sicuri che abbia abbastanza fiches? Gliene dài più che puoi.
Secondo: gli togli solo le fiches strettamente necessarie.
Per favore ascoltatemi papà, perché noi papà siamo bravi in questo.
Immaginiamo che Chris sia mio figlio e sia seduto a tavola a cena e abbia queste fiches.
Stiamo cenando e Chris rovescia il latte. Io gli dico:
„Sai Chris, a volte mi fai impazzire. Ti alzi al mattino alle 5 pensando a come rovinare la giornata di papà. Qual è il tuo problema? Tu sei l’unico in famiglia che fa questo. A volte mi chiedo perché ti teniamo in questa famiglia? Vai in camera tua!“
e lui se ne va in camera sua e il resto della famiglia sta col capo chino pensando „oh mamma!“
e mi siedo e penso „Ragazzi, come sono stato duro con Chris, e non ero realmente arrabbiato con Chris, lo ero con la mia segretaria. Dovrei andare a scusarmi con lui“, così salgo, mi siedo sul suo letto, gli accarezzo la testa e gli dico
„Mi dispiace Chris, non dovevo sgridarti a quel modo. È sbagliato,non accadrà mai più“,
„Scusa papà, scusami“.
Sgridarlo davanti alla famiglia, dirgli che desiderersti non averlo in famiglia, dirgli che pensi che pianifichi di rovinarti la giornata, dirgli che ti fa impazzire quando lo incontri al rientro dal lavoro. Gli avete tolto 50/60 mila fiches.
Sedersi sul suo letto, accarezzargli la testa e dirgli che lo ami, sono 5 mila fiches al massimo.
Avete 55 mila fiches di differenza.
Non si può agire in questo modo con i bambini. Non potete togliergli così tante fiches senza realizzare che state rendendo difficile il vostro lavoro di padre.
E infine.
1: Dovete dar loro più che potete, 2: toglier loro lo stretto necessario, e infine dovete essere disposti ad affrontare le persone che tolgono le fiches ai vostri bambini senza restituire loro nulla.
Gli insegnanti tolgono fiches.
Gli autisti del bus tolgono le fiches.
I presidi tolgono fiches.
Ma molti di noi ne restituiscono anche.
Se togliete fiches ai bambini, ma poi ne restituite anche, questo va bene. Ci sono molte persone nella vita dei bambini che hanno questo ruolo.

Ma la verità è che se c’è qualcuno nella vita dei vostri bambini che toglie loro le fiches senza restituirne alcuna, queste persone vi stanno rendendo la vita difficile.

Come li affrontiamo? Questo è ciò che significa patrocinio, difendere qualcuno che non può difendersi da solo. Se sei un genitore o un insegnante, devi affrontare le persone che tolgono le fiches.

Sei una mamma ti alzi al mattino e gli prepari un french toast: 20 mila fiches.
Gli lasci indossare la sua maglietta preferita che lui adora e tu odi: sono 15 mila fiches.
Prepari i suoi libri vicino alla porta, pronti per quando uscirà: 10 mila fiches.
Gli scaldi il succo d’acero: altre 5 mila fiches.
Ha avuto una fantastica prima colazione e lo spedisci fuori casa con un abbraccio e un bacio e una bella dote di 50 mila fiches.
E lui sale sullo scuolabus dove l’autista gli dice „ehi ecco il ritardato“.
Mamma, avresti dovuto lasciarlo a letto, perché quel commento gli ha tolto 60 mila fiches. 60 mila fiches perse in questo modo. Avresti dovuto lasciarlo a letto perché tutte le fiches che hai dato a tuo figlio gli sono state tolte in un attimo.
Esser un genitore, un insegnante, non è tanto complicato. É solo una questione di fiches.
Nessuno pensa a quel che succede ad un ragazzo di 18 o 19 anni che non ha sufficienti fiches per giocare il gioco della vita.
Sapete quante fiches ci vogliono per cercare il primo lavoro?
Quante ne servono per chiedere a qualcuno di sposarti?
Migliaia e migliaia di fiches.
Una delle ragioni per cui molti adulti con DSA hanno problemi è che non hanno sufficienti fiches per la vita da adulti. Quando non hai sufficienti fiches, improvvisamente, iniziano ad avere senso: il suicidio, l’uso di droga e le cattive compagnie.
Il nostro lavoro è semplicemente questo, assicurarsi che ogni ragazzo che incontriamo sul nostro cammino di genitore o insegnante, abbia più fiches quando va a letto la sera di quante ne aveva al risveglio al mattino. È molto semplice e spero che vi sia utile.

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2 thoughts on “Workshop sull’autostima di Rick Lavoie

  1. commovente,fa venire le lacrime agli occhi,soprattutto se ci si è passati.

    ripenso al mio piccolo giocatore di poker con le tasche piene di fiches e lo vedo sorridere,parlare, gioire,trasmettere serenità.

    poi penso al mio giocatore un po’ cresciuto a cui le fiches sono state tolte tutte in un colpo e lo vedo disperato,”cattivo”,chiuso al mondo e a se stesso .

    sembrava non servire più riempirgli le tasche di fiches al mattino ,aspettarlo con le mani piene al rientro, donargliele alla sera quando dormiva…

    ma io ho continuato a regalargli fiches ,anche quando sembrava che sparissero,anche quando le sue tasche sembravano bucate.

    E ora guardo il mio giocatore ,quasi uomo, pronto a giocare la partita da solo.

    • Mami,ti rispondo solo ora, non aggiornavo il blog da un po’ di tempo, ma il tuo commento merita proprio una risposta :), grazie per aver condiviso la tua storia,
      il tuo piccolo grande giocatore è fortunato ad avere te come mamma.

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