Motivation Breakthrough – video 8 di 9

Video

TRADUZIONE:

… non hai fatto quello che hai detto avresti fatto”

Quando qualcuno dice ad un’altra persona che farà una cosa, deve farla!

Quando vi ho detto che avrei portato delle immagini dello zoo di Washington, l’ho fatto, perché quando una persona dice ad altre che farà una cosa, poi si sente in dovere di farla.

Vedete la differenza?

Invece che dire “Non hai fatto ciò che ti ho detto.”

Dirò: “Sterling, non hai fatto quello che hai detto.”

Il fatto che vi ho spiegato questa tecnica significa che mi piacete, perché se non mi piace un pubblico non mostro questa tecnica. Vi dico il perché, l’ultima frase che ho detto a Sterling: “non hai fatto ciò che hai detto”  è il modo più vicino per esprimere ad un bambino il sentimento umano che credo sia il più dannoso che una persona possa esprimere ad un’altra.

Credo che il sentimento più dannoso non sia la rabbia, non sia la colpa, né l’odio.

Qual è?

La delusione, la delusione!

Credo che la delusione sia l’emozione più dannosa che possiate usare con un’altra persona.

Vorrei che tutti voi ora faceste questo:  voglio che pensiate ad una persona della vostra vita la cui opinione vi importa molto. Qualcuno che sia importante. Qualcuno che vi sia di supporto. Qualcuno che se vi dice va bene, sapete che va bene! Se vi dice che è sbagliato, sapete che è sbagliato! Qualcuno la cui opinione ha importanza per voi. L’avete pensato? Madre, padre, sorella, fratello, marito, moglie chiunque sia. Io penserò a mia moglie, che ha questo ruolo nella mia vita.

Preferireste che questa persona fosse arrabbiata con voi o delusa da voi?

Quanti scelgono arrabbiata?

Siamo insieme da 40 anni, l’ho fatta arrabbiare parecchie volte, ma delusa posso contarlo sulle dita di una mano e dirvi anche le date!  Perché la delusione è: “Mi aspettavo questo e mi hai dato quello. Mi hai deluso. Non c’eri!“

Oh, mio Dio, è orribile!

Cosa c’è di più dannoso che dire a qualcuno: “mi hai deluso”?

Se al termine della registrazione le persone di PBS [l’organizzazione che ha prodotto il DVD: http://www.pbs.org/about/corporate-information/] mi dicessero: “Rick alcune cose che hai detto ci hanno fatto arrabbiare”. Non ci sarebbero problemi, direi: “parliamone”.

Ma se mi dicessero: “che lavoro deludente hai fatto oggi”. Mi ammazzerebbero … certo lo supererei, ma la cosa mi ammazzerebbe. [risa]

La realtà è che la delusione è molto più forte della rabbia.

Non usatela con un ragazzo è troppo potente. È troppo forte. È un’emozione troppo forte.  Vi deluderanno. Vi metteranno in imbarazzo a casa della nonna. Vi ruberanno i soldi dal portafoglio. Vi deluderanno!

Dite loro che siete arrabbiati. Che siete sorpresi da ciò che hanno fatto.

NON dite loro che siete delusi. Non dite che siete delusi.  È troppo forte. Urta la sensibiltà.

Ora vi faccio un test per vedere se avete compreso il potere. Questo è l’esame finale per vedere se avete veramente capito il potere.

Sei un insegnante, al termine della lezione di oggi Michael sta uscendo dalla classe con un libro sotto il braccio. Tu dici: “Michael, quel libro non può lasciare l’aula.”

–          “Sì, ma ne ho bisogno per il mio compito.”

–          “è un libro a disposizione di tutti, deve rimanere in classe. È mio. Per favore mettilo sul tavolo ed esci!”

–          “ma ne ho veramente bisogno”

–          “Michael, ho detto di metterlo sul tavolo e uscire!”

–          “ma ne ho bisogno”

–          “Michael: metti il libro sul tavolo ed esci dall’aula!”

Michale si avvicina al tavolo e fa così [sbatte il libro sulla scrivania] e se ne va.

Questo è l’esame finale: “Lo richiamate?” “Lo richiamate e gli chiedete di posare il libro educatamente 3 o 4 volte?” “Lo richiamate?”

Questa la mia risposta: se lo richiamate e dà fuori di testa, è colpa vostra!

Lui ha fatto ciò che gli avete chiesto: ha posato il libro ed è uscito. Se avete il bisogno di richiamarlo per umiliarlo facendogli posare educatamente il libro tre o quattro volte sul tavolo e lui si innervosisce, è colpa vostra! Voi avete acceso il fuoco, lui stava lasciando l’aula.

La seconda cosa da notare: se avete il bisogno di richiamare quel ragazzo e fargli posare il libro gentilmente tre o quatto volte … di quanto potere avete bisogno nella vostra vita? È un ragazzo di 11 anni che ha fatto un errore, che probabilmente se ne è già rammaricato prima di arrivare alla porta … se avete il bisogno di richiamarlo e fargli posare il libro tre o quattro volte, dovete guardarvi allo specchio e chiedervi “quanto è grande il bisogno di potere che mi ha spinto a fare quello che ho fatto a quel ragazzo?”

Posso fermarlo più tardi durante la giornata e dirgli:

“Sai Michael, hai sbattuto il libro sul tavolo, io non mi comporterei mai così con te, non ti tratterei mai in quel modo e spero che tu non lo faccia più.”

Ma se sentite il bisogno di farlo rientrare a posare il libro di nuovo , come molti insegnanti farebbero … di quanto potere e controllo avete bisogno?

Quanto del vostro bisogno di potere deve essere soddisfatto dall’avere il ruolo principale in quella stanza?

Dobbiamo esaminare noi stessi. C’è poca consapevolezza qui.

***

Abbiamo parlato dei falsi miti e dei pregiudizi.

Ci sono molte cose che non capiamo della motivazione con i ragazzi.

Dobbiamo però capire che la cosa più importante per la motivazione dei ragazzi è questa parola:

SUCCESSO

Molti dei nostri ragazzi soffrono di ciò che è chiamato: privazione cronica del successo. Non hanno mai avuto alcun successo. Non sanno nemmeno come ci si senta ad aver successo. Non hanno alcuna idea di cosa sia avere successo. Noi gli diciamo che se lavorassero di più avrebbero successo.

Se potessero difendersi direbbero: “NO, dobbiamo avere del successo prima di lavorare di più. Non sappiamo nemmeno di cosa parliate quando dite: successo”.

Troppe volte, in qualità di insegnanti o genitori, diciamo questo:

“Se solo si impegnasse di più farebbe meglio”

[If he’d only try harder he’d do better]

La ragione per cui questo mi infastidisce è che non solo è sbagliato, è sbagliato di 180°! Perchè la verità non è che “se solo si impegnasse di più farebbe meglio”, la verità è

“Se solo facesse meglio, si impegnerebbe di più”

[If he only DID better he’d TRY harder]

Se date loro del successo di tanto in tanto, se date loro il gusto del successo ogni tanto, allora lavoreranno di più.

Io dico a mamme e papà: avete un ragazzo di 12 anni con disturbi di apprendimento e sapete che l’unica cosa che sa fare bene è usare l’avvitatore elettrico,  ogni giovedì prima che rientri da scuola, andate in casa e svitate ogni maledetta vite che trovate [risa] e appena rientra gli date l’avvitatore e gli dite: “vai, avvitale, perché nessuno lo fa meglio di te”.

Dovete inventare le opportunità perchè questi ragazzi abbiano successo. Gli diciamo che se lavorano di più riusciranno ad avere successo. Se loro potessero difendersi direbbero “non posso lavorare di più finché non provo un po’ di successo”.

Non si tratta di “Se solo si impegnasse di più farebbe meglio” ma di “Se solo facesse meglio, si impegnerebbe di più”.

GRAZIE MOLTE GENTE!

[applausi]

[omessi i commenti/testimonianze dei partecipanti]

2 thoughts on “Motivation Breakthrough – video 8 di 9

  1. Mi ha fatto riflettere sia il concetto dell’accendere un fuoco che quello del successo. Molte volte un alunno che si comporta bene con molti insegnanti con qualcuno diventa scorbutico e intrattabile, solo perché viene irritato e provocato. Inoltre il successo, inventare situazioni in cui si verifichi un successo è molto importante per l’alunno. Vi sono però dei casi particolari, dove io pur con tutti i tentativi possibili non riesco a trarre fuori dal ragazzo quello che vorrei. Lo interrogo, gli dò tempo, gli spezzetto la lezioni in piccoli bocconi, gli faccio sconti sul programma, gli dico – studia almeno un argomento… ma il successo per il ragazzo è sempre al di là da venire… Allora mi dico che quel ragazzo non è ancora pronto e dopo averlo strigliato un po’ mi arrendo e aspetto.

    • Concordo su entrambi i punti. A volte per quanto mi sforzi, non riesco a torvare la chiave per motivare mia figlia … quindi mi arrendo, so che prima o poi troveremo il modo. lei è solo alle elementare e di fatto le piace imparare, ma non sempre i suoi tempi coincidono con quelli scolastici

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