Motivation Breakthrough – video 7 di 9

Video

TRADUZIONE:

Proprio come io posso accendere la sua candela senza spegnere la mia, voi potete dare il potere senza diminuire il vostro.

Non è una situazione di vincita/perdita,

Potete dare del potere ai ragazzi senza diminuire in alcun modo il vostro.

Quasi tutto ciò che so sul lavorare con i bambini che necessitano potere, l’ho imparato da una giovana ragazza di nome Carol.

Carol era una studentessa della mia classe, nel mio primo anno di insegnamento. Non ho mai incontrato nella mia vita un ragazzo che avesse più bisogno di potere di lei. Aveva 13 anni, proveniva da una famiglia con gravi problemi, non aveva controllo sulla sua vita a casa. Andava a casa e non sapeva cosa o chi aspettarsi di trovare.

Proveniva da un quartiere molto pericoloso. Non aveva controllo sulla vita della sua comunità.

Aveva gravissime difficoltà di apprendimento. Quindi non aveva controllo sulla sua vita scolastica. Non aveva controllo sulla sua vita sociale.

Era una ragazza di 13 anni che aveva sviluppato un disordine adolescenziale con attacchi compulsivi [onset seizure disorder]. Aveva 4 o 5 attacchi incontrollati al giorno. Ora non poteva controllare nemmeno il suo corpo.

Non aveva controllo sulla vita famigliare, scolastica, communitaria, sociale e ora nemmeno sul suo proprio corpo.

Questa ragazza aveva bisogno disperato di avere del controllo e dove voleva prenderlo? Da me! Ero un nuovo insegnante e lo voleva da me.

Ogni giorno era una battaglia. Quando entrava in classe le mostravo i pugni: “Entra. Sono pronto! Non ti darò il mio potere!”. Eravamo in perenne contrasto. I ragazzi ci chiamavano “La vecchia coppia di sposi”. Tutto ciò che facevamo era combattere, combattere ogni giorno. Alla fine non potevo più sopportarlo. Dopo un mese e mezzo, che fu deprimente per me e per lei, finalmente ebbi il buon senso di parlarne con il mio mentore che mi diede un grande consiglio, che ora passo a voi.

Disse: “Rick, non hai bisogno di partecipare ad ogni battaglia a cui sei invitato. In altre parole, scegli le tue battaglie. Scegli le tue battaglie. Se ti scontri con questa ragazza per ogni problema, passerai l’intero anno a combattere con lei. Scegli le tue battaglie e trova delle strategie per dar del potere a Carol senza diminuire il tuo.”. Iniziai a sviluppare delle strategie per darle potere senza diminuire il mio. Ve ne condivido alcune.

Una delle cose principali con i ragazzi di potere è dare loro un certo grado di possesso/responsabilità [ownership]. La miglior settimana passata con Carol fu quando, in una lezione di geografia di venerdì, a fine settimana, tutti gli studenti stavano uscendo e io fermai Carol e le dissi:

“Aspetta un momento Carol, ho una domanda per te”

Lei disse “Quale sig. Lavoie”

“Devo fare una lezione sulle Hawai la prossima settimana. Studieremo le Hawai e ho bisogno di preparami durante la fine settimana. Cosa ti piacerebbe sapere delle Hawai? Cosa posso cercare per te?”.

Disse “bene, ho visto molti film sulle Hawai e ci sono le auto, ma non fabbricano auto là. Come le portano là?”.

“Bene, qualcos’altro?”

“Sì. Fanno questi balli raccontando delle storie con le mosse. Mi piacerebbe saperne qualcosa”

“Otiimo, dell’altro?”

“Mangiano qualcosa da una noce di cocco con uno strano nome e mangiano con le mani. Che cos’è?”

“bene, bene. È molto difficile, Carol, però farò delle ricerche e ve le porterò lunedì.”

Lavorai per lei in quel weekend, era il mio capo. Fu un’iniezione sottocutanea di potere. Andai a scuola il lunedì seguente e Carol, diversamente dal solito, era seduta in aula ad aspettare che entrassi. Era arrivata presto e appena entrai mi disse “Ha fatto il suo compito per il weekend sig. Lavoie?” [risa] “ha fatto il suo compito?” “Sì, certo. Non è stato facile, ma l’ho fatto.”. e lei: “Ho detto a mia mamma che le avevo dato un compito per il weekend. L’ha trovato divertente”. Quando tutti entrarono in classe dissi: “Ragazzi, oggi parleremo delle Hawai. Carol mi ha dato alcuni compiti difficili. Ma penso di averli assolti. Carol, perché non ti siedi qui davanti per aiutarmi?”.

Mangiò dalle mie mani per tutta la settimana! Perché? Perché le diedi del potere.

Diminuii il mio in qualche modo? Avrei dovuto fare le ricerche comunque. Non diminuii in alcun modo il mio potere. Semplicemente ne diedi un po’ a lei.

Quindi una cosa che potete fare è dare ai ragazzi una qualche idea di possesso/proprietà [ownership].

Un’altra cosa per i ragazzi che necessitano potere è quella che viene chiamata la tecnica della scelta minore. Questa è per i ragazzi che discutono tutto. Avete ragazzi che mettono tutto in discussione nelle vostre classi? [risa]

Per questi ragazzi, l’unico modo di avere potere è di scontrarsi in continuazione con voi. Ma la cosa importante da ricordare su questi scontri è che i ragazzi non vogliono il vosto potere, vogliono un po’ di potere per sé. Potete annullare le lotte di potere dando loro un qualunque tipo di potere senza annullare il vostro.

Una tecnica per farlo è quella chiamata della scelta minore.

Carol, di cui vi ho parlato in precedenza, era una ragazza che contestava tutto. Avrebbe potuto iniziare una lotta in una stanza vuota. [risa]  Lei era una di quei ragazzi, tutti ne abbiamo avuto uno, che quando all’inizio della lezione le dite “Carol, puoi chiudere la porta  ..” “Perché devo chiudere io la porta? Non sono stata l’ultima ad entrare”. Non puoi ottenere niente con loro ARRGH! Ogni cosa è una polemica.

Supponete che Asia sia la mia alunna polemica. Voglio che lei scriva un tema di 200 parole sul suo cane e so che avrà da ridire: “non voglio parlare del mio cane, voglio parlare del mio gatto. Non voglio scrivere 200 parole. Perché non ne posso scrivere 400?”. So che sarà una discussione, perciò quello che faccio è evitare la discussione con la tecnica della scelta minore. Vi stupirete di quanto sia efficace.

“Asia, voglio che tu scriva un tema di 200 parole sul tuo cane. Vuoi usare i fogli bianchi o quelli blu?”

“Quelli blu”

“Blu, bene!”

Che mi importa del colore della carta!? Il colore della carta non è importante. Ma dandole la possibilità di fare una scelta minore, le ho dato l’impressione di avere del potere. Ricordatevi, lei non vuole il mio potere, vuole solo avere del potere suo.

“Asia, hai messo tutto in disordine e devi sistemare. Vuoi farlo primo o dopo pranzo?”

“Dopo pranzo”

“Bene!”

“Asia, è ora di dar da mangiare al cane, vuoi dargli i croccantini o i bocconcini.”

In altre parole, non puoi discutere sul fatto di dar da mangaiare al cane, riordinare o di fare il tema. Il punto della discussione: quale colore vuoi usare? Quando vuoi riordinare? Che cosa vuoi dare da mangiare al cane?

Vi stupirete di quanto questa tecnica dia al ragazzo il senso del potere. Date loro un po’ di potere ma il vostro obiettivo è comunque raggiunto. Il mio obiettivo era far fare il tema, far riordinare e dar da mangiare al cane. Io ho raggiunto i miei obiettivi, ma dando a lei delle scelte minori le ho dato del potere. Sarete stupiti di come questo sia efficace.

Un’altra tecnica per i ragazzi che cercano il potere è quella chiamata “ottenere un impegno”. Questa tecnica, curiosamente, è particolarmente efficace con i ragazzi maschi [usa la parola boys] tra gli 11 e i 17 anni.

Vediamo se mi capite.

Cos’è che i bambini fanno, ad esempio quelli di seconda, fino all’impossibile, facendovi impazzire, ma che il ragazzo in sesta non farà finché non lo torturate? Qualcuno lo sa?

Fare la spia. Fare la spia!

Siete un insegnante elementare, siete stati malati per una settimana, arrivate in classe dopo una settimana e i bambini stanno lì in piedi: “indovina cosa ha fatto Johnny mentre non c’eri” [risa]… non mi interessa cos’ha fatto Johnny mentre non  c’ero.

In classe sesta dovete torturare un ragazzo perché faccia la spia nei confronti di un altro. Questo perché in quarta e quinta i bambini incominciano a sviluppare l’idea che le parole siano un vincolo, che hanno il dovere di fare ciò che dicono.

Usate questo con i ragazzi, specialmente con quelli di potere per ottenere un impegno.

Funziona così:

Supponete che Sterling sia un mio studente di quinta, e il preside mi abbia riferito che alla fine della lezione ogni giorno corre fuori urtando tutti. “Devi gestire questa cosa Rick. “ Bene, questo è come la gestisco: il giorno seguente sta per lasciare l’aula, mi metto di fronte a lui e gli dico “Ho una domanda per te.”. Avete sentito ciò che ho detto, non gli ho detto che ho qualcosa da dirgli, ma qualcosa da chiedergli. Lo dico in un modo positivo proprio come ora: “Sterling camminerai o correrai all’uscita?” “Correrai o camminerai?”. Che cosa mi dirà? “Camminerò” che è esattamente ciò che voglio sentirmi dire.

Ma sapete che le ricerche ci dicono che c’è l’80% di possibilità che camminerà semplicemente perché ha detto che l’averebbe fatto.

La stessa ricerca dice che se gli avessi detto di camminare, avrei avuto solo il 40% di possibilità che lo facesse veramente. Avete raddoppiato la possibilità che esca camminando ottenendo da lui l’impegno di farlo.

Perché se gli avessi detto di camminare, chi avrebbe avuto il potere? Io.

Se lui dice che camminerà e cammina. Chi ha il potere? Lui!

Ottenete l’impegno.

Supponete che Sterling sia uscito correndo. Ascoltate cosa potrei dire ora, al posto di quello che ha sentito milioni di volte che è “Sterling non hai fatto quello che ti ho detto di fare!”. Ora ascoltate cosa dirò:

“Sterling, non hai fatto quello che hai detto avresti fatto”

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