Motivation Breakthrough – video 4 di 9

Video

TRADUZIONE (al volo con qualche omissione […]):

Quindi quando un insegnante mi dice: “I miei ragazzi si comportano sempre bene con me perché sanno che se non lo fanno li punirò.”

Sì, lo faranno con te.

Ma non lasciare l’aula. Non pensare di voltare loro le spalle.

E devi pagare un insegnante per combattere, perché quando non sarai lì non avranno alcun motivo per comportarsi correttamente.

Quindi, proviamo con i premi, proviamo con le punizioni, che non funzionano. Poi proviamo quello che è alla base dell’attuale movimento nell’educazione. Che onestamente mi spaventa: è l’ uso della competizione.

Usiamo la competizione per motivare i bambini.

Parleremo più diffusamente di questo più tardi.

Ciò di cui abbiamo bisogno è di un diverso approccio alla motivazione. Per fare questo dobbiamo fare un salto indietro di circa 30-40 anni fino al lavoro di Abraham Maslow. Dobbiamo  ricordarcelo tutti. Ricordate la piramide che abbiamo dovuto memorizzare relativa ai bisogni. Ciò che diceva era che i bisogni della gente vanno soddisfatti prima che la persona sia motivata a fare ciò che noi vogliamo faccia.

Ciò che voglio fare, è bararmi sulla ricerca di Maslow, che è probabilmente l’unica ricerca psicologica che io conosca che non sia stata screditata. Era decisamente centrata.

Gli altri padri della psicologia sono stati in qualche misura screditati negli ultimi 30-40 anni, ma non Maslow, perché aveva ragione. Ciò che ci disse fu che perché una persona sia motivata, o che si comporti in un determinato modo, i suoi bisogni, questi bisogni devono essere soddisfatti.

Ci sono due tipi di necessità, che tutti noi abbiamo:

  1. Bisogni primari
  2. Bisogni secondari

I bisogni primari hanno un impatto fondamentale sulla capacità dei bambini di essere motivati.

Se i bisogni primari non sono soddisfatti il bambino non sarà motivato.

Quindi prima di cercare a tutte le complicate cause psicologiche per cui i bambini sono motivati a fare ciò che chiediamo loro, iniziamo a guardare ai bisogni fisici.

I bisogni fisici  sono soddisfatti?

I bisogni primari fisici sono cose quali:

1. La fame – se il bambino è affamato è difficile per lui essere motivato, è difficile per ognuno di noi essere motivati quando siamo affamati. Quando faccio un workshop con adulti: insegnanti e genitori, al mattino, alle 10:30 – 11:00 posso iniziare a contare le persone che non hanno fatto colazione, hanno esaurito il carburante e iniziano a sbadigliare, stirarsi e assopirsi perché il loro corpo non ha carburante. Dò una notizia agli insegnanti: sapete, ve lo dico ma è una sorta di segreto, ma sapete che ci sono bambini nella vostra classe i cui genitori non si alzano al mattino per cucinar loro uovo e pancetta prima che vadano a scuola? Certo che lo sappiamo. Ci sono alcuni bambini a scuola che non sono motivati perchè sono affamati.

Ho una soluzione particolare per questo: date loro qualcosa da mangiare!

Saranno i 3$ meglio spesi ogni domenica per andare a comprare una scatola di cracker o qualcosa del genere.

Quando un bambino inzierà ad assopirsi alle 10:30 o alle 11:00 perchè è affamato, dategli un pacchetto di cracker e ditegli, mangiali a torna a lavorare. Questo è, oppure potete continuare a combattere tra le undici e le dodici ogni giorno. Scegliete, credo sia una decisione facile!

Quindi il bambino affamato non potrà essere motivato.

2. La sete –anche quando ha sete non potrà essere motivato. Questa è una cosa che mi fa impazzire. Perchè ne facciamo una questione importante!? Guardatevi intorno, la maggior parte di voi ha qualcosa da bere davanti a sé. Siete venuti con qualcosa da bere. […] La realtà è che abbiamo bisogno di qualcosa da bere durante questo incontro.

E siamo gli stessi che in classe, ad un bambino che ci chiede il permesso di bere, rispondiamo NO. E ve ne state seduti a bere dalla vostra bottiglia di 64oz. Ma di fronte alla classe dite a quel bambino di non bere dell’acqua.

Se ha sete non potrà essere motivato in alcun modo!

Ho un’altra notizia per voi:  quanti di voi hanno studenti che fanno uso di psicofarmaci, come Ritalin, Cyloric o cose del genere? Bene, qual è un effetto secondario di questi farmaci? Bocca secca, questi farmaci asciugano le mucose, […]

sapete perché vi chiedono di bere? Perchè hanno sete, hanno veramente sete, non stanno cercando di evitare il lavoro!

Lasciateli andare a bere!

Per quindici anni ho diretto un scuola per bambini con difficoltà, lasciavamo che i ragazzi portassero una bottiglia d’acqua in classe, con la regola che se avessero bagnato qualcuno o creato problemi avrebbero perso la loro bottiglia d’acqua. Due volte, è successo due volte in cinque anni che un ragazzo perdesse la sua bottiglia d’acqua.

Di nuovo: ha sete, lasciatelo andare a bere!

3. Aria e pausa – a volte un bambino non è motivato perché ha semplicemente bisogno di aria e di una pausa.  Ora ognuno di voi può toccare cinque o sei diverse persone che non conosce, quanto vi sentite a vostro agio in questo? Non molto. E se facessimo una pausa, uscireste dalla porta in un attimo. Perché è una situazione di estrema vicinanza. Cosa fareste se vi ofrissi un lavoro e vi dicessi che lavorerete in un ufficio dove in ogni momento potete toccare cinque o sei persone. “Non voglio lavorare in quella situazione”. Questa è la situazione lavorativa dei bambini a scuola per sei ore al giorno. È un ambiente molto ristretto e a volte non sono motivati semplicemente perché necessitano di aria e riposo. Hanno bisogno di uscire e fare l’intervallo.

Una cosa che mi fa impazzire:  c’è un bambino con problemi di attenzione,  l’intervallo è alle 10:30, è lì seduto e ha bisogno di aria, ha bisogno dell’intervallo, ha bisogno di smettere di lavorare, ha bisogno di uscire e ne ha un estremo bisogno, tanto che alle 10:25 spinge il bambino vicino,

e cosa fa l’insegnante?

Gli toglie l’intervallo! Gli toglie la soluzione al problema!

Io ho scritto nell’IP (regolamento) che gli insegnanti non possono togliere l’intervallo come punzione. State violando la legge federale se togliete l’intervalllo a quel bambino. Potete torturare il loro pupazzo. […]

Ma non potete togliere l’intervallo a quel bambino!

L’intervallo non è un privilegio, è un diritto!

I bambini di 6, 9, 10 anni non possono stare 6 ore seduti in classe senza alzarsi a prendere una boccata d’aria e riposarsi. A volte hanno solo bisogno di aria e riposo e non sono motivati perché non li hanno.

4. C’è un altro bisogno fisico che va soddisfatto: l’eliminazione dei rifiuti 🙂 – in sostanza: se devi andare, devi andare!

Preparandomi per questo punto ho guardato i siti di alcuni insegnanti. Mi piacciono i siti degli insegnanti: “Affrontare l’emergenza bagno”, ora la pornografia infantile, quella è un’ emergenza! L’assenza di fondi per la scuola, quella è un’emergenza!

Non sono sicuro che bambini che chiedono di andare in bagno siano un’emergenza. Ma gli insegnanti la considerano tale, guardate i siti e le strategie drastiche che adottano gli insegnanti. Uno di questi dice: “se più di due bambini di quinta chiedono di andare in bagno in un giorno, il giorno dopo l’intera classe non farà la ricreazione.”  Un altro dice: “se un bambino usa il bagno durante il giorno, deve stare in piedi di fianco al muro durante l’intervallo o stare in silenzio durante il pranzo, a sua scelta.”

Lasciateli andare in bagno!!!

La realtà è che comunque non sarebbero motivati!

Invece diciamo cose tipo “perché non sei andato durante l’intervallo?” – perché non ne aveva bisogno durante l’intervallo!

Il sistema di un bambino di 9 anni è completamente diverso da quello di un adulto di 35. Non è prevedibile. Comunque quando raggiungerete i 50 ritornerete indietro a quel sistema.

Ma la verità è che non ne aveva bisogno durante l’intervallo! Sapete perché?

Guardiamo alla realtà per alcuni di questi bambini, sapete cosa mi piacerebbe vedere un giorno? Mi piacerebbe vedere un insegnante delle medie dire ad un bambino, un bambino con disturbi di apprendimento, un bambino con bisogni speciali, che chieda “per favore posso andare in bagno?” e il maestro “perché non sei andato durante il pranzo? Tutti ci andiamo in pausa pranzo, perché tu non l’hai fatto?”. Mi piacerebbe un giorno vedere un bambino rispondere, aprire a quell’insegnante la porta sulla sua realtà e dire “Sai perché non ci sono andato durante la pausa pranzo? Perché voi non ci proteggete, è la terra di nessuno quella. L’ultima volta che ho usato il bagno durante la pausa pranzo, gli altri ragazzi mi hanno insultato e ficcato la testa nel water e ho dovuto andare a casa a cambiarmi. Mi hanno picchiato, umiliato, messo in imbarazzo. L’ultimo posto dove mi troverai, quale ragazzo con bisogni speciali, è il bagno durante la pausa pranzo. Ora posso andare in bagno?”.

Per favore, capiamo la loro realtà:  l’ultimo posto dove troverete la maggior parte dei vostri bambini è il bagno durante l’intervallo. Non ci andranno, quella è la terra di nessuno. 

Quindi, a volte, è l’eliminazione dei rifiuti.

5. Un altro bisogno primario potrebbe essere: la fuga dalla sofferenza. A volte la motivazione è la fuga dal dolore, quel ragazzo di cui vi ho parlato che rompeva gli occhiali ogni giovedì. La sua principale motivazione era fuggire dalla sofferenza di essere messo in imbarazzo davanti ai suoi compagni. É particolarmente importante capire questo con gli adolescenti e i pre-adolescenti.

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