Motivation Breakthrough – video 3 di 9

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TRADUZIONE:

Parliamo dei più comuni metodi che usiamo per motivare i bambini.

Probabilmente uno dei più usati è il PREMIO: dare ai bambini dei premi per le cose fatte bene.

Quando date ad un bambino un premio per qualcosa che fa a scuola lo fate basandovi su due assunti:

  1. Che ogni comportamento è misurabile
  2. Che il motivo per cui un bambino non fa una cosa è che semplicemente ha scelto di non farla.

Quindi il bambino è in grado di fare una cosa, ma non è motivato. Allora diamo al bambino dei premi per motivarlo.

Dare al bambino delle cose non è motivante, è motivante solo nel breve periodo.

Lasciatemi fare un esempio.

-Il suo nome signora?

-Asia.

-Asia, nel 2004 i Boston Red Sox vinsero la World Series e [applausi] molte grazie. Lo ripeterò, perché mi piace dirlo: nel 2004 i Red Sox di Boston vinsero la World Series, in una finale dei quarti, contro i Cardinals di Saint Louis, nell’ultimo gioco, Asia, nel gioco finale, per 20 dollari, nell’ultimo gioco, ci fu una palla per Keith Foulke, il lanciatore dei Red Sox, che prese la palla e rilanciò in prima base per l’ultima eliminazione, e vincemmo la world series per la prima volta in 86 anni. Per 20 dollari, come si chiamava il giocatore in prima base?

– non ne ho idea

– Bene, non hai idea. Bene, per 40 dollari [risa] qual era il nome del giocatore in prima base

– per 60 dollari …

Vedete cosa è successo qui? Potrei offrirle 500 dollari, NON L’AIUTEREBBE, lei semplicemente NON LO SA.

Offrirle qualcosa per avere delle informazioni che lei non ha, è veramente da stupidi.

Però è quello che facciamo. E vi dico perché lo facciamo.

Posso parlare onestamente, siete dei colleghi.

Lo facciamo perchè è molto facile, è la cosa più facile.

Asia è una studentessa della vostra classe e non fa i suoi compiti di matematica. Ci sono molte ragioni per cui i bambini non fanno i compiti. Hanno problemi di processamento, non capiscono le istruzioni, non capiscono le operazioni matematiche. Hanno problemi a casa. Non hanno un metodo di studio. Ci sono molte ragioni complesse per cui non fanno i compiti, sono ragioni molto complicate da decifrare. Per cui scegliamo la via più semplice: “Se fai i compiti ti dò qualcosa.”

Noi rimuoviamo il problema dall’alto.

I premi non funzionano.

Molti anni fa, negli anni 70, una delle maggiori catene di fast food, fece un esperimento nelle principali città del mid-west. Quello che fecero fu … erano gli anni 70 … iniziarono questo programma, potevi andare nel ristorante del posto, se eri un bambino di quella città, volevano invogliare i bambini dei ceti medio bassi a leggere durante l’estate, per cui fecero questo programma: potevi andare nel ristorante, andare nell’ufficio del direttore e prendere un libro. Potevi portarlo a casa, ti davano un modulo per la riconsegna del libro, leggere il libro, compilare il modulo, potevi tenere il libro (questo era un’ottimo affare), riportavi il modulo compilato correttamente e ottenevi un buono omaggio per il ristorante. Era un buono da 20 dollari. A quei tempi, si poteva sfamare una famiglia di 5 persone un paio di volte con 20 dollari.

Così ogni giorno c’erano i genitori che obbligavano i figli a leggere i libri per mangiare hamburger. Leggere un libro per mangiare hamburger. Al termine dell’estate c’erano bambini obesi a cui non piaceva leggere, perché la motivazione non era imparare a leggere, la motivazione era mangiare hamburger. La motivazione non era leggere libri per diventare lettori a vita.

Quindi dobbiamo capire che i premi non funzionano.

Lasciatemi parlare come genitore, a volte siamo troppo occupati, ci sentiamo colpevoli, non trascorriamo con i nostri figli il tempo che dovremmo e di conseguenze diamo loro dei premi al posto del tempo e, spesso, i premi sono in denaro.

Ebbi a che fare con una famiglia con 5 figli, era una famiglia con possibilità economiche, e davano soldi ai loro figli. “Mi spiace non essere venuto alla tua recita. Tieni 20 dollari.” “Scusa se non sono venuto alla tua partita. Ecco 20 dollari.”. Dissi ai genitori di fare attenzione: “è pericoloso, i bambini scambieranno l’amore con i soldi.  Daranno loro lo stesso significato.” Ma i genitori non mi crebbero.

La mamma mi chiamò il pomeriggio della festa della mamma, con il cuore infranto, aveva avuto un biglietto di auguri dal figlio di 8 anni, un biglietto fatto a mano con scritto “Felice festa della mamma” e all’interno una banconota da 10 $.

Questo è quello che i premi possono fare.

C’è un bellissimo libro di Herb  Lovett che gestisce programmi di gruppo per gente con bisogni particolari, specialmente con adulti.

Era in un gruppo un giorno e c’era un giovane uomo che si era appena  unito al gruppo, un uomo con un intelletto molto limitato, aveva 19 o 20 anni. Ascoltò una conversazione tra questa persona appena entrata nel gruppo e il resto delle persone che ne facevano parte da 20 anni. Questi dissero al nuovo arrivato: “non far sapere al personale che ti piace il gelato, perché se sapranno questo ti faranno lavorare per avere il gelato. Diventerà un premio. Se non sanno che ti piace, avrai il gelato ogni sera.”

Dobbiamo fare che i bambini lavorino per avere l’intervallo?

Devono guadagnare la pausa?

Devono guadagnarsi l’uso del computer?

No il premio non funziona!

Imponiamo loro le ricompense: se fai questo ti dò quello in cambio.

NON É  UN MODO EFFICACE PER MOTIVARE I BAMBINI. Non a lungo termine.

Semplicemente state motivando dei bambini che probabilmente sarebbero comunque motivati.

Questa è la prima tecnica che usiamo per motivare i bambini e che semplicemente non funziona.

La seconda strategia che usiamo è la PUNIZIONE.

Se il bambino non fa quello che noi vogliamo faccia, allora decidiamo di punirlo.

Ci sono molte ragioni per cui la punizione non funziona:

1.Non elimina il comportamento, lo reprime soltanto.

Se punisco Tom perché maltratta Jim fuori dal mio ufficio. Immagina cosa succederà: Tom non maltratterà più Jim fuori dal mio ufficio, lo picchierà in un altro posto e picchierà un altro bambino fuori dal mio ufficio. Ma non picchierà Jim fuori dal mio ufficio.

Punendo i ragazzi non eliminate il comportamento, lo spostate solo da un’altra parte.

2. Un’altra ragione per cui la punizione non funziona è perché è: Un modello di agressione.

Se punite costantemente i bambini, imprimete un modello di vita agressivo.

Ero in un negozio un giorno e vidi un giovane padre con due bambini di 7 e 5 anni, quello di 7 spingeva il piccolo e lo tartassava, il padre si stancò di questo comportamento e diede un ceffone al bimbo di 7 anni: “Così impari a picchiare tuo fratellino” !!!! aha! Questo è esattamente quello che succederà: gli insegnerà a picchiare suo fratellino! Mi innervosisci e ti picchio. Tu sei innervosito da tuo fratello e picchi tuo fratello. La punizione modella l’aggressione. Io ho più potere di te e posso punirti ogni volta che voglio.

3. Un’altra ragione per cui non funziona è che: non generalizza.

Sei una mamma, hai una figlia di 4 anni, sta giocando in strada, è fuori in strada. Tu corri fuori, la prendi per il braccio, la riporti in casa, le dai una sculacciata e la mandi in camera sua “Non voglio vederti fino all’ora di cena, non si può giocare in strada, resta in camera tua fino all’ora di cena!”.

Mamma ti posso assicurare che come risultato di questo intervento tua figlia non giocherà più in strada fuori di casa vostra,  ma quando andrete a trovare la nonna, molto probabilmente uscirà in strada a giocare. Perchè i riscontri negativi e le punizioni non generalizzano, mentre i commenti positivi sì. Sei in cucina a fare le tue faccende, tua figlia di 4 anni è in cortile, ti affacci ogni tanto e le dici “Amore ti stai comportando molto bene. Grazie per comportarti così, mi faciliti! Ti leggerò una storia in più questa sera prima di andare a letto”. Con questo tipo di intervento resterà in cortile a casa vostra e a casa della nonna.

Le punizioni non generalizzano.

4. La punizione è efficace solo fin tanto che la minaccia esiste.

Supponete che sia in ritardo per una riunione e stia guidando in autostrada ad una velocità di 15 miglia superiore al limite, e, superata una collina, veda una posto di polizia a lato della strada. Che cosa faccio? Rallento. La ragione per cui rallento è che mi sono ricordato di avere un imperativo morale… NO! Rallento perché non voglio prendere la multa! Appena smetto di vedere la polizia nello specchietto, riaccelero! Perchè la punizione funziona solo finché esiste la minaccia.

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