Motivation Breakthrough – video 1 di 9

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TRADUZIONE:

Una delle maggiori sfide incontrate da genitori, insegnanti e educatori è la motivazione.

Spesso, i migliori sforzi non riescono a stimolare i bambini ad usare il loro potenziale a casa, a scuola o al parco giochi.

Ogni volta che parlo di questo con genitori ed insegnanti, mi vengono poste la stesse domande e dubbi:

  • Perchè questo bambino è ispirato e motivato un giorno e completamente disinteressato il giorno seguente?
  • Non importa quanto io minacci di punirlo, non si impegna né a scuola né a casa.
  • Perché Joaquim è così motivato in matematica e non in arte?

E il classico:

  • Se solo si impegnasse di più farebbe meglio

Molti studenti combattono con la motivazione per diverse ragioni:

  1. Disturbi specifici di apprendimento
  2. Delusioni scolastiche croniche
  3. Frustrazioni
  4. Imbarazzo
  5. Paura degli insuccessi
  6. Carenza di abilità
  7. Cattivi metodi di insegnamento

I metodi tradizionalmente usati per spronare i bambini a scuola e a casa semplicemente non funzionano.

È tempo di usare un diverso metodo e cambiare l’approccio per ispirare i nostri bambini a trovare la loro motivazione.

[applausi]

Ho iniziato il mio lavoro sulla motivazione diversi anni fa. All’inizio delle mie ricerche ho scoperto 3 cose che mi hanno colpito:

  1. La maggior parte degli insegnanti non capisce la motivazione. Molti insegnanti e genitori non capiscono la motivazione degli studenti.
  2. La seconda cosa che ho imparato è che IO non capivo la motivazione degli studenti. Ero nel campo da 25 anni e pensavo di essere un motivatore efficace, e quando incominciai le mie ricerche sull’argomento compresi che non avevo capito.
  3. La maggior parte delle cose che crediamo siano vere riguardo alla motivazione, semplicemente non lo sono

Ci sono un gran numero di  miti e pregiudizi riguardo alla motivazione degli studenti.

Credo che il modo più appropriato di iniziare il discorso oggi sia quello di parlare dei miti e dei pregiudizi, cose che le persone pensano siano vere relativamente alla motivazione, e che semplicemente non sono vere.

Probabilmente il più comune, la frase che sento più spesso:

“Niente può motivare quel bambino, quel bambino è totalmente demotivato”.

Gente, mi dovete promettere che non lo direte mai più.

Perché se dite a qualcuno che capisce veramente la motivazione umana: “questo bambino è totalmente demotivato”, dimostrate una triste carenza di informazioni relativa alla motivazione umana.

Perché una delle cose più importanti da capire della motivazione, è semplicemente questa:

Tutti i comportamenti umani sono motivati.

Tutto tranne il flusso del sangue nelle vene e il battito cardiaco.  Ogni comportamento è motivato, se qualcuno di voi si alzasse ed uscisse dalla conferenza, non potrei dire che non è motivato, dovrei dire che è motivato ad andarsene. Questa è la sua motivazione.

Quel bambino di 5^ classe seduto con la testa sul banco, non ditemi che non è motivato, è motivato a stare seduto con la testa sul banco.

E imparai questo da una persona incredibile, ascoltate la sua storia a riprova che ogni comportamento umano è motivato.

Stavo parlando di motivazione nel mid-west un paio d’anni fa, e un giovane venne da me e mi disse che aveva una storia per me in proposito e che potevo usarla. Ascoltate.

Era una storia difficile da raccontare, aveva 24 o 25 anni, mi disse

“Mio padre uscì dalla mia vita quando ero in terza. Un giorno mi sono alzato, ho sceso le scale, lui aveva fatto le valigie e se ne era andato, successe 17 o 18 anni fa, non so dove sia ora, non so se sia vivo o morto, che Dio mi perdoni, ma non mi importa. Era una persona orribile.

Non lo realizzai allora, ma ora in retrospettiva capisco che il giorno che se ne andò fu probabilmente il miglior giorno della mia vita.

Era una persona orribile, che rese la vita infelice a me,ai miei tre fratelli e a mia mamma .

Ero il più giovane dei fratelli. E poiché ero il più giovane e il più piccolo, mio padre aveva l’abitudine di picchiarmi. Non aveva bisogno di alcuna ragione per picchiarmi, eravamo seduti a tavola per la cena e lui si avvicinava e mi dava uno schiaffo in faccia.

Non aveva bisogno di una ragione per picchiarmi, ma in genere quando lo faceva era ubriaco, mi picchiava in cucina o in soggiorno e io potevo scappar via. Uscivo e aspettavo che si addormentasse.

Ma quando facevo qualcosa di sbagliato, o facevo un errore, mi dava quello che io e i miei fratelli chiamavamo “Punizione del bagno”.

Questo era la “Punizione del bagno”: mio padre mi prendeva e mi trascinava in bagno, chiudeva la porta dietro di noi e mi picchiava finché si stancava di picchiare. Dal bagno non potevo scappare, correvo dietro il lavabo, lui era lì, saltavo nella doccia, lui era lì. Questa era la punizione del bagno, quella che ricevevo quando facevo un errore.

In classe 1^ non riuscivo a leggere, non riuscivo decifrare il codice, mi vergognavo molto di non riuscire a leggere. A quel tempo, il modo in cui insegnavano a leggere nel mio distretto scolastico era che un giovedì sì e uno no Mrs Donovan, la specialista di lettura per il distretto, arrivava a scuola, chiamava i bambini che non sapevano leggere a leggere ad alta voce di fronte alla classe. Questo mi imbarazzava talmente tanto che ogni secondo giovedì, durante l’intervallo, appena prima che Mrs Donovan arrivasse, andavo nel bagno, prendevo gli occhiali e li storcevo fino a romperli, o picchiavo sulle lenti fino a romperle. Quando Mrs Donovan arrivava, prendevo gli occhiali in mano e le dicevo “Mrs Donovan, non posso leggere, i miei occhiali sono rotti”, lo feci ogni due giovedì per i 5 mesi  di scuola con la piena consapevolezza che una volta a casa, dopo aver mostrato ai miei genitori gli occhiali rotti, avrei avuto la “punizione del bagno”.”

Sapete qual è la parte triste di questa storia, e che se guardate la scheda di questo bambino leggete quello che Mrs Donovan scrisse “Questo bambino non è motivato”. Doveva spere che quel bambino lo faceva di proposito, nessuno rompe gli occhiali dieci volte in 5 mesi senza farlo di proposito. NON MOTIVATO!?!? Quel bambino, è probabilmente la persona più motivata che abbia mai incontrato durante la sua carriera.

Era talmente motivato ad evitare di essere messo in imbarazzo da accettare di essere picchiato da suo padre due volte al mese. Questa è motivazione. Questa è una grande motivazione.

Ogni comportamento umano è motivato.

Quindi è appropriato dire “questo bambino non è motivato a fare ciò che vorrei facesse”, ma non dite che non è motivato. Perché ogni comportamento umano è motivato.

Il secondo mito che sentiamo:

“un giorno è motivato, il giorno seguente non lo è”

No, la motivazione è ciò che chiamiamo una costante relativa. Che è come dire che se un bambino è motivato ad imparare la matematica, lo è ogni giorno. Se non lo è, non lo è ogni giorno.

È semplicemente così.

Il suo comportamento può cambiare di giorno in giorno. Le sue prestazioni e i suoi progressi possono cambiare da un giorno all’altro, per ragioni di cui parleremo. Ma la motivazione è una costante.

Lasciatemi fare un’analogia, è come l’amore.

continua …

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