UONPIA – 2^ parte – “Aspettavo una risposta. Invece”

Le vacanze sono finite, tra pochi giorni si ricomincia il calv@@@ ehm la scuola e speravo di arrivarci con tutte le carte in regola, invece …

Invece ieri sono riuscita finalmente a rimettermi in contatto con la dott.ssa dell’UONPIA che mi aveva ricevuta a Luglio e dalla quale mi aspettavo di sapere quale iter seguire per ottenere la certificazione da parte dell’UONPIA/ASL appunto.

Invece, in sintesi, è andata più o meno cosi:
Lei: “Ho sentito le mie colleghe e mi hanno detto che con la scuola può usare la diagnosi privata che ha già”.
Io: “Ma veramente io ho bisogno della diagnosi ASL che è obbligatorio per legge per essere in regola con la scuola e per chiedere l’indennità di frequenza all’INPS”
Lei: “Ma io non sono informata di questioni legislative”
Io: “Io invece mi sono informata e la certificazione ASL, secondo la nuova legge*, è necessaria per la scuola. Io voglio la certificazione ASL, quello che mi dovete dire è se potete emetterla sulla base dei test fatti privatamente. Se invece i test vanno rifatti, rifaremo i test”
Lei: “Mi informo con le colleghe e le faccio sapere”

Mi aspettavo che mi dicesse cosa fare per avere la certificazione.
Invece mi ha detto che potevo farne a meno …

*Questo l’articolo di legge cui mi riferisco:
Legge 170/2010 del 08/10/2010 – Art. 3 Comma 1.
” Art. 3

Diagnosi

1. La diagnosi dei DSA e’ effettuata nell’ambito dei trattamenti
specialistici gia’ assicurati dal Servizio sanitario nazionale a
legislazione vigente ed e’ comunicata dalla famiglia alla scuola di
appartenenza dello studente. Le regioni nel cui territorio non sia
possibile effettuare la diagnosi nell’ambito dei trattamenti
specialistici erogati dal Servizio sanitario nazionale possono
prevedere, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili a legislazione vigente, che la medesima diagnosi sia
effettuata da specialisti o strutture accreditate.

UONPIA – 1^ parte

Oggi sono stata a colloquio con la psicologa dell’UONPIA competente per la mia zona. Ho ottenuto l’appuntamento in una decina di giorni, mi ero preoccupata di farmi fare l’impegnativa dalla pediatra, ma non serviva.
Il primo appuntamento è per l’anamnesi e mi è stato richiesto di non portare Sofia. Nel centro privato, l’anamnesi è stata fatta appena prima di iniziare i test alla presenza di Sofia, tutto nella stessa mattinata e mi è sembrato un buon approccio. Visto che di lei dovevamo parlare, ho trovato giusto che fosse presente, noi l’avevamo già preparata dicendole che volevamo capire i motivi della sua lentezza e difficoltà a scuola.

All’UONPIA la dottoressa che mi ha ricevuto mi ha detto di non essere esperta di DSA; ha voluto sapere se ci eravamo rivolti a loro su indicazione della scuola, le ho detto che ci siamo mossi noi genitori autonomamente dopo tre anni di difficoltà scolastiche e che avevamo già una diagnosi privata, ma che vista la nuova legge volevamo avere anche la diagnosi dall’ASL. Lei non era al corrente del fatto che la diagnosi dovesse essere fatta dall’ASL, ma che si sarebbe informata.

Le ho lasciato copia della diagnosi, con i risultati dei test; l’ha letta velocemente, mi ha confermato che loro avrebbero utilizzato la stessa batteria di test e che non riteneva opportuno somministrare nuovamente i test, quindi verificherà con i suoi colleghi come procedere e mi farà sapere. Spero che possano emettere una certificazione sulla base dei test già fatti.

Dovrei avere notizie entro un paio di settimane.