La bellezza della matematica

Da diversi giorni non scrivo nulla. Sarà che stiamo passando un momento sereno e non sento la necessità di sfogarmi. Mi godo il momento 🙂

Ma mi è capitato di comprare un libro, che in realtà mesi fa avevo deciso di non comprare, non perché non lo ritenessi valido, ma perché sapevo che come i suoi predecessori, sarebbe stato riposto pressoché inutilizzato causa la mancanza di tempo. L’altro giorno mi è ricapitato davanti, era sul tavolo della psicopedagogista e ho deciso che dovevo averlo.

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Rabbia

sì, ho appena letto l’allegato al decreto ministeriale del 12 Luglio 2011 e mi è tornata la rabbia mal celata in questi tre anni di scuola primaria.

Questo il documento:
http://www.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/76957d8d-4e63-4a21-bfef-0b41d6863c9a/linee_guida_sui_dsa_12luglio2011.pdf
nelle indicazioni per l’insegnamento della letto-scrittura in scuola primaria è sconsigliato il metodo globale, che guarda caso è quello adottao inizialmente dall’insegnante di mia figlia.

Cito:
“Scendendo nello specifico del metodo di insegnamento-apprendimento della lettoscrittura, è
importante sottolineare che la letteratura scientifica più accreditata sconsiglia il metodo globale,
essendo dimostrato che ritarda l’acquisizione di una adeguata fluenza e correttezza di lettura.
Per andare incontro al bisogno educativo speciale dell’alunno con DSA si potrà utilizzare il
metodo fono-sillabico, oppure quello puramente sillabico. Si tratta di approcci integrati che possono
essere utilizzati in fasi diverse.”

Ricordo ancora l’incubo del primo mese di scuola quando doveva ricomporre delle frasi usando delle parole ritagliate da un foglio A4 e poi riconoscerle/leggerle … era chiaro che quel metodo non funzionasse per Sofia.

Eppure c’è chi sostiene che sia il metodo più efficace in caso di DSA:
http://www.handimatica.it/Handi2000/Showroom/1130_difficile.htm

L’unica certezza è che non ci sono certezze. Probabilmente conosciamo ancora troppo poco del nostro cervello, ma sicuramente ognuno ha modi di apprendere diversi, DSA o no. Ci sarà un metodo che statisticamente soddisfa il maggior numero di esigenze, ma mai tutte, quindi un bravo educatore dovrebbe essere capace di inviduare quei bambini che non traggono giovamento da un metodo e proporre delle alternative …
E’ sempre la statistica del mezzo pollo, ti accorgi che non funziona solo quando sei tu quello che resta a bocca asciutta.
Sbaglio?

Rabbia, che si è risvegliata leggendo l’allegato.
Perché il mio senso di colpa, non è tanto per come ho trattato Sofia in questi anni, leggendo le esperienze di altri genitori vedo che molti si sentono in colpa per le sfuriate fatte prima di scoprire il DSA dei propri figli, confesso che ancora oggi la pazienza a volte si esaurisce, ma non mi sento in colpa per questo … mi sento in colpa per non aver dato retta al mio istinto che già dai primi giorni di scuola mi diceva che c’era qualcosa di sbagliato … di sbagliato nel metodo, nella didattica, nel tempo pieno, nel recupero dei compiti durante l’intervallo, tutte cose che per Sofia non funzionavano e non funzionano tutt’ora.
Mi sento in colpa e arrabbiata per aver dato retta a chi mi diceva di dare fiducia agli insegnanti di lasciar loro fare il lavoro per cui sono preparati, di non interferire con il ruolo della scuola.

Ma alla luce di questo documento del ministero dell’istruzione mi chiedo quali siano le reali competenze degli insegnanti. Con quale criterio e quale competenza ogni singolo insegnante sceglie liberamente la didattica che meglio crede …

Ho parlato di lettoscrittura, ma lo stesso vale per l’insegnamento della matematica, odio i regoli che non sono serviti a nulla e ancora mi chiedo se per altri bambini abbiano funzionato. Mi chiedo perché si usino … chi li ha inventati? chi ha deciso che vanno bene?

Che controllo c’è sulla didattica adottata dagli insegnanti?
“Si dovrebbe infatti effettuare una parte di lavoro comune alla classe e una parte di didattica
individualizzata che risponde ai bisogni specifici dei singoli, dando tempo agli alunni per lavorare
individualmente e differenziando i tempi quando ce n’è bisogno.”

SI DOVREBBE?!?!?
eh no, signori, SI DEVE!!!
E non mi venite a dire che le classi sono troppe numerose e che non c’è tempo. La classe di mia figlia è di 19 bambini!
La verità è che alle elementari (chiamiamole come è giusto) si devono insegnare BENE “cose” elementari.
Per le cose medie ci saranno le medie e per le superiori le superiori.
Non voglio più sentirmi dire che se non riesce ora a finire un compito nel tempo stabilito avrà problemi alle medie.
Facciamo sì che sia in grado ORA di fare quanto richiesto per le elementari.

Ridurre in quantità per aumentare la QUALITA’!
LESS IS MORE!

Scusate lo sfogo, ma da tra anni mi tengo dentro questa rabbia e oggi ho deciso di farla uscire liberamente!