Maestri di sci


Come spesso succede navigando in rete: si cerca qualcosa, si trova tutt’altro.
A volte ciò che si trova è più interessante dell’obiettivo iniziale.

Questo è proprio quello che mi è capitato oggi. Cercavo informazioni per il perfezionamento della tecnica nello sci alpino, ho trovato un manuale di metodologia e didattica applicata allo sci

Probabilmente nulla di nuovo per chi si occupa di insegnamento, ma io l’ho trovato molto interessante, non solo per lo sci.

Copio le parti che mi sono piaciute di più dopo una prima lettura, si commentano da sole:

Un maestro che si comporti più o meno nello stesso modo con tutti gli allievi e in tutte le fasi dell’apprendimento difficilmente potrà avere successo.
Vi sono comunque altri fattori che possono influenzare l’apprendimento, oltre la qualità dell’intervento didattico:
• la motivazione ad apprendere
• le esperienze nel contesto ambientale
• il talento personale dell’allievo
È evidente che il maestro non può influire sull’ultimo fattore, ma la sua attenta e competente presenza può indirettamente modificare gli altri due, offrendo all’allievo condizioni favorevoli all’apprendimento, occasioni di rinforzo e di feedback continue e individualizzate.

e ancora

Non è sufficiente correggere: occorre accertarsi che l’allievo faccia uso della correzione, la incorpori nei suoi comportamenti successivi e sappia rifletterci in modo produttivo.
Correggere significa soprattutto saper scegliere su cosa focalizzare l’attenzione dell’allievo
affinché gradualmente possa autocorreggersi

la mia preferita:

Queste tecniche hanno lo scopo di rendere l’allievo gradualmente più autonomo dagli input del maestro, più consapevole del proprio agire, più protagonista dei suoi progressi.
Nella misura in cui la figura del maestro, in senso tecnico, non è disgiunta da quella dell’educatore, il “modello” più condiviso, che rappresenta meglio tale funzione, è quello del “vivaista coltivatore”: egli non decide la specie della pianta che cresce; la sua opera è auspicabile sia dedicata alla ottimizzazione del processo di sviluppo della stessa.

e

Ricordiamoci che l’allievo vuole imparare, ma vuole anche divertirsi!

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