Uomo e computer, entrambi vanno in TILT


Un post di Catia, del blog a scuola con matilde, che usa l’immagine di cervello/motore ingolfato, mi ha fatto pensare che una situazione simile si verifica spesso anche con i computer. In questo caso si parla di: buffer overflow, out of memory, system crash, performance issue … tutti termini inglesi che, semplificando, vogliono dire che abbiamo abusato delle risorse del computer.

Lavoro sui computer da quasi 30 anni, riuscite a immaginare quanti progressi abbia fatto la tecnologia in tutto questo tempo?

Eppure i problemi citati sopra c’erano allora come ci sono oggi. Cambiano i nomi, i codici di errore ma ci sono sempre. Come è possibile che accada ancora oggi?

Accade oggi per lo stesso motivo di ieri: usiamo male le risorse che abbiamo a disposizione.

Cerco di fare un’analogia, semplificando molto, tra uomo e computer (uh mamma, forse pretendo troppo da me).

Nei computer i problemi di prestazione accadono principalmente per 3 motivi (ricordate sto semplificando):

  1. il computer (hardware) che abbiamo a disposizione non è strutturato per fare il compito che gli chiediamo.
  2. i parametri di configurazione del sistema di base non sono corretti per l’hardware a disposizione e/o per il compito che chiediamo
  3. i programmi/applicazioni adibite a svolgere il compito sfruttano male le risorse a disposizione

Per analogia:

  1. l’hardware è la persona intesa come corpo e cervello (esiste anche il movimento non solo il pensiero, quindi muscoli ossa, polmoni, cuore …) con le sue caratteristiche specifiche
  2. la configurazione sono gli strumenti che mettiamo a disposizione a questa persona per sfruttare le proprie caratteristiche
  3. i programmi sono i processi (le sequenze di azioni) che usiamo per svolgere il compito

Quindi con il computer, se i problemi sono a livello 1, cambiamo il computer o alcune sue componenti (schede di memoria, dischi, cpu, schede grafiche …)

A livello 2, correggiamo i parametri in funzione di ciò che ho a disposizione come hardware (livello 1) e di quello che voglio ottenere con i programmi a disposizione (livello 3).

A livello 3, miglioro i processi, ottimizzo le chiavi di archiviazione, la distribuzione dei dati …

Per la persona a livello 1, tolta la chirurgia, possiamo cercare di allenarci al meglio per svolgere le attività richieste.

Al 2, useremo gli strumenti ottimali PER NOI, per svolgere il compito. Altre persone diverse da noi avranno bisogno di diversi strumenti.

Al 3, ottimizzeremo le fasi di un processo sfruttando correttamente ciò che abbiamo a disposizione per ottenere il risultato prefisso.

Tornando alla mia domanda iniziale, perché dopo 30 anni continuiamo ad avere gli stessi problemi. Ve lo dico sinceramente: perché utilizzare al meglio le risorse costa fatica, perché ci vuole zelo, conoscenza del funzionamento del sistema che si sta programmando, organizzazione mentale, ottima logica per scrivere un buon programma, per configurare un buon sistema. Un programma standard (scritto per l’utilizzo da parte di molti e di nessuno in particolare) quando viene stressato da utilizzatori al di fuori dello standad, richiede una revisione specifica per quell’utilizzatore.

Riportato questo sul bambino che deve svolgere un compito complesso: costa molto capire di che strumenti ha bisogno ogni allievo di una classe, costa molto capire che ci si deve concentrare sui modi di imparare e dare ad ognuno ciò di cui ha bisogno.

Se viaggiamo su prestazioni standard, il programma standard (spesso di qualità mediocre) funziona alla perfezione, se usciamo dalla normalità mostra tutti i suoi limiti. Quando questo succede ad un computer si fa un’attività chiamata Performance Troubleshooting per individuare le cause e ottimizzare il tutto per ottenere il massimo da ciò che si ha a disposizione.

Questa attività è singolare, specifica per quel caso, che potrà essere riutilizzata a volte su casi analoghi, ma non necessariamente. Si avvantaggia di strumenti (tools, altri programmi scritti per rilevare i problemi) riutilizzabili che ci danno una mappa di ciò che abbiamo e di come lo stiamo usando. Ecco forse la scuola avrebbe bisogno di questi strumenti … o forse avrebbe bisogno di fidarsi di chi questi strumenti li ha, li sa usare e fa anche il passo successivo: mettere nero su bianco le esigenze di un particolare bambino …

… insomma ho tirato fuori questi pensieri perché l’attività di Performance Troubleshooting mi piace molto, spesso dà grandi soddisfazioni, soprattuto se chi è venuto prima di noi ha fatto un pessimo lavoro …

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