Giornata faticosa


rifiuto dei compiti di matematica, che di solito fa volentieri. Mi dice: “non so come si fa”.

In questa settimana hanno imparato come calcolare: spesa, ricavo, guadagno, perdita.

Tutte le definizioni e le relative formule scritte sul quaderno.

Che fatica fargliele mettere da parte per ragionare sul significato delle parole. Il problema è far capire cosa sia il ricavo, come distinguerlo dal guadagno, cos’è la perdita e chi fa la spesa.

In fondo è come calcolare peso netto, lordo e tara. Nessuna differenza. La differenza sta nelle parole e nel loro significato … quindi lasciamo stare le formule … per piacere! Le formule le imparerà quando avrà capito di cosa stiamo parlando.

Morale per un esercizio e un problema se ne è andata tutta la mattinata.

Inizialmente pensavo di usare i soldi e giocare al negozio, ma questo non aiuta a capire spesa, guadagno, perdita. Alla fine abbiamo usato quattro foglietti:


SPESA – dove mettere i soldi che il negoziante paga per l’acquisto delle merci.


RICAVO – la cassa per i soldi che incassa dalle vendite.


GUADAGNO – i soldi che il negoziante porta a casa dopo aver pagato la fabbrica (grossista, fornitore …)


PERDITA – dove andare a prendere i soldi quando l’incasso non basta per pagare la fabbrica.

Poi abbiamo disegnato i soldi.

In fine abbiamo fatto l’esercizio (una tabella con quattro colonne e quattro righe con i nomi delle merci in vendita, per ogni riga due colonne contenevano un importo in € le altre due erano vuote,bisognava completare il valore mancante), lei era la negoziante e io la cliente, mi ha venduto un cappello, una borsa, una felpa, una camicia. Quando il ricavo era scritto, metteva i soldi in cassa poi andava a pagare la fabbrica e calcolava perdita o guadagno. Quando il ricavo non era definito, diventava più difficile, alla fine ha capito che non poteva dirmi il prezzo dell’oggetto prima di aver messo i soldi sul rispettivo disegno (nel nostro caso conoscevamo spesa e guadagno) una volta messi, ha “visto” che bastava mettere tutti i soldi sul ricavo per calcolare il prezzo.

Poi abbiamo fatto il problema, lei ancora ossessionata dalle formule che doveva usare, le ho detto di usare la sua testa e lasciar perdere le formule che l’avrebbero fatta sbagliare … ce l’ha fatta, la sua testa funziona molto bene … ma che fatica, abbiamo sospeso più di una volta per stemperare gli animi !!!

Questo articolo è stato letto ed approvato da Sofia!

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2 thoughts on “Giornata faticosa

  1. Ciao Elena,
    mi era sfuggito questo post.
    Per spiegare a Matilde questo argomento anche noi siamo partiti da un’esperienza molto pratica.
    L’abbiamo intitolata “Il portafoglio della zia Mela”.
    La zia Mela è la sorella di mia madre e ha un negozio di oggettistica. E’ l’unica commerciante che conosciamo molto bene per cui ci siamo sentiti in dovere di coinvolgerla.
    La zia Mela, che quindi sarà il soggetto della nostra storia, spesso viene in fiera a Milano per fare i suoi acquisti.
    Ecco che i suoi acquisti rappresentano la spesa, cioè che esce dal suo portafoglio.
    E così seguendo le vicende della zia Mela che poi esporrà gli oggetti comprati nella sua vetrina stabilendo il prezzo di vendita e fissando così il suo guadagno Matilde ha compreso i concetti.
    Per le formule usa il quadernino delle regole di matematica di Milli.
    Certo che la loro testa funziona molto bene!!!
    Sai mio marito mi dice sempre: ” gli altri bambii devono studiare ore e ore chini sui libri per imparare le cose, nostra figlia è geniale, le basta in piccolo input ed è già tutto nella sua testa. L’importante è che questo input sia dato nel modo giusto”.
    Ieri in una frase ha usato una parola che per esempio io non ho uso, la parola “tuttavia” e l’ha usata con proprietà. Le ho chiesto “Che parte del discorso rappresenta la parola tuttavia?”.
    “Non mi ricordo come si chiama in questo momento, ma è quella che viene rappresentata con la barretta rossa ( si riferiva all’analisi grammaticale montessoriana) e che serve ad unire le strade tra loro. Ah! Si! E’ la congiunzione!!”.
    Vedi, ragionamento, collegamenti e non inutile memorizzazione!

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