Jack – il demone bianco – e gli strumenti compensativi per l’insegnante!


Giacomo Cutrera è un giovane laureato in ingegneria informatica che collabora con l’AID (Associazione Italiana Dislessia) e racconta in giro per l’Italia le sue esperienze di studente dislessico. Racconta la dislessia vissuta in prima persona, con grande simpatia e intelligenza.
Ha scritto un libro “Demone Bianco – storie di dislessia” e l’ha pubblicato interamente su youtube:
Demone Bianco

Se non lo conoscete già vi invito a cercare i suoi video su Youtube.

Stavo guardando la registrazione di un suo recente intervento ad un convegno dell AID di Udine e provincia.

Ringrazio TheMammarobi per averlo pubblicato:

In questo video cita la frase di un suo professore universitario al termine dell’esame di analisi matematica durato per lui il doppio: 6 ore divise su due giorni, in quanto la sua velocità di lettura è circa la metà di quella di un lettore normale.

Questa la frase:

“Ci scusi se abbiamo dovuto trattenerla un giorno di più, ma questo strumento era per noi necessario per poterla valutare correttamente”.

L’avevo già sentita in un altro suo video, ma solo questa sera l’ho collegata alla sensazione vissuta alla consegna di ogni pagella in questi primi 3 anni di elementari, uscivo dall’aula con la pagella e la netta sensazione che non l’avessero valutata correttamente. Che non fossero in grado di valutarla correttamente.

Gli strumenti compensativi servono all’insegnante per valutare correttamente l’alunno!

E’ talmente ovvio! Ma non l’avevo mai capito completamente, probabilmente non solo io …

Jack ha la capacità di farti capire le cose.

Un altro esempio che usa spesso è quello del gesso, molti usano l’esempio degli occhiali di un miope per spiegare le necessità degli strumenti compensativi per i dislessici, ma l’esempio del gesso è molto più calzante:

quando un ragazzo si rompe un braccio (quello della mano con cui scrive) e arriva a scuola con il gesso, l’insegnante si preoccupa di trovare tutti gli strumenti utili per fargli superare la difficoltà del gesso e poterlo valutare correttamente.

Questo al dislessico non accade perché la dislessia non è visibile, l’insegnante crede di poterlo valutare correttamente senza usare alcuno strumento compensativo, pensa che l’uso degli strumenti non sia giusto nei confronti degli altri alunni, questa è la giustificazione più ingiusta che si possa sentire. E della questione della giustizia parla anche Rick Lavoie nel suo seminario “Come può essere così difficile” già pubblicato in questo articolo:
La diagnosi

Ci sono altri punti in comune tra il lavoro di Lavoie e quello di Jack.
Ma ve li scriverò nel prossimo articolo 🙂

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