La bellezza della matematica


Da diversi giorni non scrivo nulla. Sarà che stiamo passando un momento sereno e non sento la necessità di sfogarmi. Mi godo il momento 🙂

Ma mi è capitato di comprare un libro, che in realtà mesi fa avevo deciso di non comprare, non perché non lo ritenessi valido, ma perché sapevo che come i suoi predecessori, sarebbe stato riposto pressoché inutilizzato causa la mancanza di tempo. L’altro giorno mi è ricapitato davanti, era sul tavolo della psicopedagogista e ho deciso che dovevo averlo.

Matematica al volo in quarta – Camillo Bortolato – Ed. Erickson
Negli anni precedenti ho acquistato nell’ordine:
• La linea del 20 – per la 1^
• La linea del 100 – per la 2^
• La linea del 1000 – per la 3^
Ogni libro pubblicato giusto nell’anno in cui Sofia affrontava la classe corrispondente.
Purtroppo sono riuscita ad usarli pochissimo, perché c’erano sempre altri compiti da fare.
Ma i vari strumenti abbinati ai libri, quelli li usiamo tuttora.

Torniamo alla matematica al volo e al motivo di questo articolo.
Vorrei prima di tutto invitarvi a leggerne l’introduzione visibile sul sito della Erickson:
Sfoglia il libro

di cui trascrivo qui poche significative righe:

 “… questo libro vorrebbe essere un libro “leggero” con sui si fatica pochissimo e si diventa bravi lo stesso … e anche di più.
Un libro per chi ama la scuola, ma soprattutto per chi la soffre.
Un libro che misura ogni parola da scrivere e da leggere e che bandisce le spiegazioni che agravano la comprensione.

Apprezzo molto il maestro Bortolato per il suo lavoro di semplificazione nell’insegnamento della matematica, i suoi libri di testo sono semplici e immediati, perché la matematica di base è un’abilità naturale che spesso viene rovinata da metodi inefficaci.
Penso alla gara di tabelline … scritte!?!?! Ai regoli. Ai quaderni consumati scrivendo numeri in lettera, numeri in cifra, colorando insiemi e regoli, disegnando linee del 20 partendo dallo 0 e saltellando avanti e indietro, scrivendo problemi, operazioni, prove, cambiando colore della penna per le centinaia/decine/unità … e mi chiedo ma tutto questo serve per imparare la matematica?
Forse alcuni di questi esercizi servono per imparare il linguaggio della matematica e altri per esercitare le abilità di calcolo, ma spesso le cose si confondono, l’esercizio proposto non è funzionale all’obbiettivo e/o disperde le energie in altre attività non necessarie allo scopo. O forse sono io che non capisco.

Cerco di ricordare cosa facevamo alle elementari, ma ahime sono passati troppi anni, non ricordo.
Ma ricordo di non aver scritto così tanto.
Ricordo che le tabelline si provavano a voce. Che mi piaceva fare i conti e la grande soddisfazione che provavo nel risolvere i problemi. Che ho sempre pensato che la matematica fosse bella.
I libri di Bortolato restituiscono la bellezza alla matematica. Contengono i consigli per gli esercizi da svolgere sul quaderno, per far sì che i quaderni siano belli. Ci sono anche i disegni per abbellire il quaderno e per impegnare i bimbi più veloci e mantenere l’ordine in classe.

Leggerne l’introduzione mi commuove.

Grazie Maestro!

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6 thoughts on “La bellezza della matematica

  1. Condivido pienamente quanto dici. Mia figlia è in terza e anche noi siamo alle prese con il cambio di colore, fissarsi sulle “parole chiave” dei problemi senza capire il problema!!
    Ho apprezzato moltissimo i libri di Bortolato anche se il tempo per fare esercizi è sempre pochissimo. Vado a vedere matematica al volo.
    grazie

  2. Grazie per questo post.
    Sto facendo homeschooling, programma seconda elementare, bimbo con dsa e proprio in questi giorni mi chiedevo se il metodo di Camillo Bortolato potesse essermi utile.
    Che esperienza avete con questo materiale sul calcolo mentale?

    • Ciao Miri, purtroppo la nostra esperienza è limitata perché il tempo a casa è assorbito dai compiti. Ma lo strumento della linea del 20 l’abbiamo usato e lo usiamo tutt’ora. La linea del 20 è il libro che abbiamo usato di più, a lei piaceva molto la grafica, e i “premi” al completamento degli esercizi.
      Lei non è ancora in grado di fare calcoli a mente, usa sempre le dita senza però contare, alza e abbassa il numero di dita necessarie in un solo movimento (spero di essermi spiegata) come infatti insegna Bortolato nei passaggi dell’uso della linea del 20. Con lo strumento della linea del 100 ha avuto più difficoltà, ma ripeto non abbiamo potuto esercitarci. Lo usavamo per calcolare i punteggi dei nostri giochi di società.
      Della linea del 1000 usiamo lo strumento per la virgola mobile, e quello per le tabelline, ma all’inizio dell’anno scorso avevamo provato ad usare la linea del 1000 (lo strumento) per fare i calcoli ed ha imparato subito ad usarla. Salvo poi abbandonarla per mancanza di tempo 😦
      Ho portato all’insegnante il testo di matematica al volo, ma non l’ha preso in considerazione 😦 In questo trovi un riepilogo degli strumenti precedenti (tabelline, virgola mobile).
      Noi abbiamo anche Analisi Logica e Grammaticale al volo, che abbiamo usato molto l’anno scorso, ora non ne ha più bisogno, e il libro delle cornicette (praticamente siamo abbonate ai testi di Bortolato).
      Se ti va raccontami della tua esperienza di homeschooling, ti confesso che è una possibilità che avrei voluto provare, invece ci siamo trovati ahinoi in una scuola a tempo pieno assolutamente inappropriata, almeno per le nostre esigenze.

      • p.s. questa sera abbiamo deciso che prima della lettura serale, dedicheremo alcuni minuti alla matematica al volo, Sofia sarà la mente, io il braccio. Abbiamo fatto i primi due esercizi del calcolo a mente, lei si è aiutata con la linea del mille, ma alcune le ha sapute fare a mente, era molto soddisfatta e ha voluto fare anche gli esercizi delle frazioni, abbiamo fatto i primi due di riconoscimento della frazione. Tutto in pochi minuti, senza fatiche inuili e con la soddisfazione di potercela fare.

  3. Ciao Elena,
    scusa se non mi sono più fatta viva…
    Stamane abbiamo ricevuto i libri di Camillo Bortolato e cinque minuti dopo mio figlio svolgeva il primo esercizio, abbiamo deciso di continuare matematica con questo metodo, sono curiosa di vedere quali risultati avremo.
    Mi chiedevi di raccontarti qualcosa della nostra esperienza di homeschooling, mi ci vorrebbero pagine ma vedrò di essere sintetica. Come esperienza, per chi se la sente, io la consiglierei.
    Come famiglia la nostra scelta è stata fatta per rispondere meglio alle esigenze di apprendimento di nostro figlio, salvaguardarne l’unicità, la creatività, la curiosità, l’autostima e l’entusiasmo con cui da sempre si muove per esplorare il mondo.
    Durante la giornata svolgiamo le materie “obbligate”: italiano, matematica, inglese, per il resto vado dietro ai suoi interessi e a volte faccio fatica a stargli dietro; ad esempio abbiamo terminato da poco un lavoro sugli uccelli ma ho già capito che devo preparargli del materiale sugli insetti, il tempo sembra non bastarmi mai…
    Uno dei vantaggi principali è stata la possibilità di preparare degli apprendimenti evitando di creargli delle confusioni, col corsivo, per esempio, l’ho seguito millimetro per millimetro durante l’esecuzione della scrittura, ed ora ha automatizzato correttamente le direzioni delle lettere.
    Riusciamo anche a fare tante cose oralmente così da imparare più velocemente senza sprechi di energia.
    Naturalmente ho tanti periodi“neri”, ricordo il buio totale nei momenti d’inizio apprendimento della lettura, dello stampatello minuscolo e del corsivo quando mi sembrava che non avrebbe mai imparato!
    Fare scuola familiare è comunque una bella esperienza educativa, non è facile, ma io credo che non esistano cose “facili” in educazione. Penso che andremo avanti fino a quando nostro figlio vorrà, per ora nonostante le fatiche mi sto godendo questo periodo.
    Cari saluti.
    Miri

    P S: ti lascio questo link per info sulla scuola familiare

    http://www.controscuola.it/

    • Ciao Miri, grazie per aver condiviso la tua esperienza, ti ammiro per la scelta coraggiosa! Una domanda che mi sento spesso fare quando parlo della possibilità del home-schooling è relativa alla socializzazione.
      Molte mamme pensano che la scuola sia anche un momento di socializzazione che i bambini perderebbero se studiassero a casa, io in genere rispondo che la socializzazione la sperimentano in altre situazioni con persone che hanno deciso (e non sono costrette) di seguire un corso/un’attività che giudicano interessante e quindi con persone con interessi comuni, non con +20 bambini chiusi in una stanza per diverse ore al giorno. In genere questo argomento non convince, forse pensano che il nostro destino sia comunque quello di condividere spazio e tempo con persone che non sempre possiamo scegliere (lavoro/condominio …) e quindi che valga la pena di iniziare da piccoli ad abituarsi a questa convivenza forzata.
      Non avendo esperienza diretta mi piacerebbe sapere da te come risponderesti a questo dubbio. Grazie 🙂

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